La gestione delle emergenze in azienda rappresenta un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori. Al centro di questo sistema di protezione troviamo la figura dell’addetto emergenza, un professionista formato specificamente per intervenire in situazioni critiche come incendi, infortuni o calamità naturali. In questo articolo, esploreremo il ruolo dell’addetto emergenza, i suoi compiti, le responsabilità e i requisiti formativi necessari per svolgere efficacemente questa importante funzione all’interno del contesto lavorativo.

Chi è l’addetto emergenza e qual è il suo ruolo in azienda

L’addetto emergenza è una figura chiave all’interno del sistema di sicurezza aziendale e espressamente prevista dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/08). Si tratta di un lavoratore appositamente designato e formato per gestire situazioni di pericolo che possono verificarsi nell’ambiente di lavoro.

Questa figura professionale ha il compito fondamentale di intervenire tempestivamente in caso di emergenze quali incendi, infortuni, terremoti, alluvioni o altre calamità naturali, fornendo un supporto essenziale sia ai colleghi in difficoltà che ai soccorsi esterni quando necessario.

L’addetto emergenza non opera mai da solo, ma fa parte di una squadra organizzata che lavora in sinergia per garantire la sicurezza di tutti i presenti sul luogo di lavoro. La sua presenza è obbligatoria in tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore di attività, poiché rappresenta un elemento imprescindibile del sistema di prevenzione e protezione.

Il suo ruolo non si limita all’intervento durante le situazioni critiche, ma comprende anche attività preventive come la verifica periodica dell’efficienza dei dispositivi di sicurezza, la segnalazione di potenziali pericoli e la partecipazione all’elaborazione dei piani di evacuazione. In questo modo, l’addetto emergenza contribuisce attivamente a creare un ambiente di lavoro più sicuro e a ridurre i rischi per tutti i lavoratori.

Designazione degli addetti emergenza: obblighi e responsabilità

La designazione degli addetti emergenza rappresenta un obbligo specifico che ricade direttamente sul Datore di Lavoro o sul Dirigente delegato. Questa responsabilità è chiaramente definita nel D.Lgs. 81/08, che stabilisce precisi doveri in materia di gestione delle emergenze aziendali.

Il processo di nomina degli addetti emergenza non è una semplice formalità, ma richiede un’attenta valutazione delle competenze e delle attitudini personali dei candidati. Il datore di lavoro deve:

  • Identificare e designare formalmente i lavoratori incaricati di gestire le emergenze
  • Garantire che ricevano una formazione adeguata e specifica per il loro ruolo
  • Assicurare che il numero di addetti sia sufficiente a coprire tutte le aree aziendali e tutti i turni di lavoro
  • Fornire le attrezzature e i dispositivi necessari per l’espletamento dei loro compiti
  • Aggiornare periodicamente la loro formazione

È importante sottolineare che i lavoratori designati non possono rifiutare l’incarico, se non per giustificato motivo. Questo aspetto evidenzia l’importanza che il legislatore attribuisce a questa figura nel sistema di sicurezza aziendale.

Nonostante la responsabilità della gestione delle emergenze ricada formalmente sugli addetti designati, è fondamentale comprendere che la responsabilità ultima rimane sempre in capo al datore di lavoro. Gli addetti emergenza agiscono infatti come suoi delegati nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione, ma non assumono responsabilità penali dirette nell’esercizio di questa funzione.

Quanti addetti emergenza nominare: criteri e considerazioni pratiche

Determinare il numero corretto di addetti emergenza da nominare in azienda è una decisione cruciale che non può basarsi su formule standardizzate. La normativa, infatti, non impone un numero specifico, ma lascia al datore di lavoro la responsabilità di valutare le necessità della propria realtà operativa.

Sebbene in alcuni contesti si suggerisca un rapporto indicativo di 2 addetti ogni 10 lavoratori, è fondamentale considerare diversi fattori specifici dell’azienda:

Dimensioni e layout dell’azienda: edifici multipiano, sedi distaccate o aree produttive estese richiedono un numero maggiore di addetti per garantire una copertura adeguata di tutti gli spazi.

Livello di rischio delle attività svolte: aziende con processi produttivi a rischio elevato (come quelle che utilizzano sostanze infiammabili o pericolose) necessitano di una squadra emergenza più numerosa rispetto a realtà con attività a basso rischio.

Turni di lavoro: è essenziale garantire la presenza di addetti emergenza in tutti i turni lavorativi, inclusi quelli notturni o festivi. Questo potrebbe richiedere la formazione di un numero maggiore di persone per assicurare una copertura continua.

Caratteristiche della forza lavoro: la presenza di lavoratori con disabilità o di persone che potrebbero necessitare di assistenza particolare in caso di evacuazione influisce sul dimensionamento della squadra emergenza.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda anche la necessità di considerare eventuali assenze per malattia, ferie o trasferte degli addetti designati. È quindi consigliabile formare un numero di addetti leggermente superiore al minimo necessario, per garantire sempre una copertura adeguata in qualsiasi circostanza.

Requisiti e caratteristiche dell’addetto emergenza ideale

Selezionare i candidati più adatti per il ruolo di addetto emergenza è un aspetto fondamentale per garantire l’efficacia dell’intero sistema di gestione delle emergenze aziendali. Non tutti i lavoratori, infatti, possiedono le caratteristiche ideali per svolgere questo compito con la necessaria efficacia.

L’addetto emergenza ideale dovrebbe possedere un mix equilibrato di qualità personali e professionali. Dal punto di vista caratteriale, è preferibile individuare persone dinamiche, reattive e capaci di mantenere la calma sotto pressione. La capacità di agire con prontezza e lucidità in situazioni stressanti rappresenta un requisito imprescindibile, poiché durante un’emergenza non c’è tempo per esitazioni o incertezze.

Altrettanto importante è la predisposizione al lavoro di squadra e la capacità di comunicare in modo chiaro e assertivo. L’addetto emergenza deve saper trasmettere istruzioni precise e rassicurare le persone in difficoltà, mantenendo sempre il controllo della situazione.

Dal punto di vista fisico, è preferibile che l’addetto emergenza goda di buona salute e abbia una discreta resistenza fisica, poiché potrebbe trovarsi a dover affrontare situazioni che richiedono sforzi considerevoli, come assistere persone con difficoltà motorie durante un’evacuazione.

La presenza continuativa in azienda rappresenta un altro fattore da considerare: è preferibile designare lavoratori con contratti stabili e che non siano frequentemente impegnati in trasferte o attività esterne. Questo garantisce una maggiore probabilità che l’addetto sia effettivamente presente in caso di necessità.

Infine, è fondamentale che il candidato mostri interesse e motivazione verso questo ruolo, poiché un addetto emergenza consapevole dell’importanza della propria funzione sarà più propenso ad aggiornarsi costantemente e a svolgere con serietà i propri compiti preventivi.

Formazione specifica per addetti emergenza: livelli e modalità

La formazione degli addetti emergenza rappresenta un elemento cruciale per garantire l’efficacia del loro intervento in situazioni critiche. Il D.M. 2/9/21 ha introdotto un sistema strutturato di formazione basato su tre livelli di competenza, correlati alla tipologia di attività e al grado di rischio presente nell’azienda.

I percorsi formativi si articolano in:

Livello 1: dedicato alle attività classificate a rischio basso, prevede una formazione di base sulle procedure di emergenza e sull’utilizzo dei dispositivi antincendio più comuni. Il corso include sia una parte teorica che una parte pratica, con esercitazioni sull’uso degli estintori.

Livello 2: rivolto alle attività a rischio medio, approfondisce le conoscenze relative alla prevenzione incendi e alle tecniche di intervento. La parte pratica risulta più estesa e comprende esercitazioni su diversi tipi di dispositivi antincendio.

Livello 3: destinato alle attività ad alto rischio, fornisce una preparazione completa e approfondita sulla gestione delle emergenze. Include moduli specifici sulle strategie di evacuazione e sulle procedure di coordinamento con i soccorsi esterni.

Tutti i corsi di formazione per addetti emergenza devono essere erogati esclusivamente in modalità frontale (in aula o in videoconferenza sincrona), con docenti qualificati e con un adeguato rapporto tra teoria e pratica. La normativa esclude espressamente la possibilità di svolgere questa formazione in modalità e-learning, data l’importanza della componente pratica e dell’interazione diretta con i formatori.

Particolarmente rilevante è la parte addestrativa, durante la quale i partecipanti possono esercitarsi concretamente nell’uso dei dispositivi antincendio, nella lettura delle planimetrie di emergenza e nella simulazione di scenari critici. Questa componente pratica risulta fondamentale per consolidare le conoscenze teoriche e sviluppare gli automatismi necessari per agire efficacemente in situazioni di stress.

Il datore di lavoro può ricoprire il ruolo di addetto emergenza?

Una domanda frequente riguarda la possibilità che il datore di lavoro stesso assuma il ruolo di addetto emergenza all’interno della propria azienda. La risposta è affermativa: il D.Lgs. 81/08, all’articolo 34, prevede espressamente questa opzione, consentendo al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi, inclusa la gestione delle emergenze.

Tuttavia, questa possibilità non è applicabile in modo universale. Esistono infatti alcune tipologie di aziende nelle quali, per l’elevata complessità o pericolosità delle attività svolte, il datore di lavoro non può assumere personalmente il ruolo di addetto emergenza. Queste esclusioni riguardano:

– Aziende industriali classificate ad “incidente rilevante”
– Centrali termoelettriche
– Impianti ed installazioni nucleari o con sorgenti di radiazioni
– Aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni
– Aziende industriali con oltre 200 lavoratori
– Industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
– Strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori

Nel caso in cui il datore di lavoro decida di assumere personalmente il ruolo di addetto emergenza, è comunque tenuto a seguire lo stesso percorso formativo previsto per gli altri lavoratori designati, frequentando i corsi specifici in base al livello di rischio della propria attività. Inoltre, è necessario che comunichi preventivamente questa decisione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Questa possibilità rappresenta una soluzione particolarmente vantaggiosa per le piccole imprese, dove il datore di lavoro è spesso presente quotidianamente e conosce approfonditamente l’attività svolta. In questi contesti, assumere direttamente il ruolo di addetto emergenza può garantire una gestione più efficiente e immediata delle situazioni di pericolo.

Addetti emergenza nelle imprese familiari: quando sono obbligatori

Le imprese familiari rappresentano una categoria particolare nel panorama aziendale italiano, con specifiche peculiarità anche in materia di sicurezza sul lavoro. Definite dall’articolo 230 bis del Codice Civile, queste realtà si caratterizzano per la collaborazione di familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo) nell’attività imprenditoriale.

Per quanto riguarda la designazione degli addetti emergenza, il quadro normativo prevede una distinzione fondamentale:

Impresa composta esclusivamente da collaboratori familiari: in questo caso non sussiste l’obbligo formale di designare preventivamente gli addetti emergenza. Ciò non significa che la sicurezza possa essere trascurata, ma piuttosto che la gestione delle emergenze può essere organizzata con maggiore flessibilità, tenendo conto delle dinamiche tipiche del contesto familiare.

Impresa familiare con lavoratori dipendenti esterni: la situazione cambia radicalmente nel momento in cui l’impresa familiare assume uno o più dipendenti esterni al nucleo familiare. In questo scenario, l’imprenditore assume a tutti gli effetti il ruolo di datore di lavoro nei confronti dei dipendenti e deve quindi ottemperare a tutti gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, inclusa la designazione formale degli addetti emergenza.

È importante sottolineare che, anche nelle imprese esclusivamente familiari, l’adozione di misure adeguate per la gestione delle emergenze rappresenta comunque una prassi fortemente consigliata. La formazione di base sulle procedure di emergenza e sull’utilizzo dei dispositivi antincendio costituisce infatti un valore aggiunto per qualsiasi attività, indipendentemente dagli obblighi formali.

In caso di controlli da parte degli organi ispettivi, la presenza di lavoratori dipendenti in un’impresa familiare priva di addetti emergenza adeguatamente formati può comportare sanzioni significative, oltre a esporre l’azienda a rischi maggiori in caso di eventi critici.

Compiti operativi dell’addetto emergenza in caso di pericolo

Quando si verifica una situazione di emergenza in azienda, l’addetto emergenza deve attivare una serie di procedure operative ben definite, seguendo quanto previsto nel piano di emergenza aziendale. I suoi compiti non si improvvisano, ma derivano da una formazione specifica e da esercitazioni periodiche che gli consentono di agire con prontezza ed efficacia.

In caso di principio di incendio, l’addetto emergenza deve:

– Valutare rapidamente l’entità dell’evento e la possibilità di intervento con i mezzi disponibili
– Utilizzare gli estintori o altri dispositivi antincendio secondo le modalità apprese durante la formazione
– Se l’incendio non è controllabile con i mezzi a disposizione, attivare immediatamente l’allarme e contattare i Vigili del Fuoco
– Coordinare l’evacuazione del personale, verificando che nessuno rimanga nei locali a rischio
– Assistere eventuali persone con disabilità o difficoltà motorie durante l’evacuazione

In caso di altre emergenze (terremoto, allagamento, emergenza medica), l’addetto deve:

– Mantenere la calma e trasmettere sicurezza alle altre persone presenti
– Guidare i colleghi verso le uscite di sicurezza seguendo i percorsi di evacuazione prestabiliti
– Verificare che tutti abbiano raggiunto il punto di raccolta designato
– Effettuare un censimento delle persone presenti per individuare eventuali dispersi
– Fornire ai soccorritori esterni (VVF, ambulanze, protezione civile) tutte le informazioni utili: planimetrie, presenza di materiali pericolosi, persone eventualmente rimaste all’interno

Un aspetto fondamentale dell’operato dell’addetto emergenza è la capacità di valutare correttamente la situazione senza mai mettere a rischio la propria incolumità. Il principio cardine è che l’addetto deve intervenire solo se può farlo in sicurezza, altrimenti il suo compito principale diventa quello di facilitare l’evacuazione e l’arrivo dei soccorsi professionisti.

Aggiornamento periodico della formazione per addetti emergenza

La formazione degli addetti emergenza non può considerarsi un’attività una tantum, ma richiede un aggiornamento periodico per garantire il mantenimento delle competenze acquisite e l’apprendimento di eventuali nuove tecniche o procedure. Il D.Lgs. 81/08, all’articolo 37 comma 9, stabilisce chiaramente questo principio, prescrivendo che i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze devono ricevere un aggiornamento periodico della loro formazione.

Il D.M. 2/9/2021 ha definito con maggiore precisione le modalità e la frequenza di questi aggiornamenti, introducendo l’obbligo di svolgere corsi di aggiornamento con cadenza quinquennale. Questo intervallo temporale rappresenta il periodo massimo entro cui l’addetto emergenza deve rinnovare le proprie competenze attraverso un percorso formativo strutturato.

Gli aggiornamenti seguono una struttura differenziata in base al livello di rischio dell’attività, in modo analogo alla formazione iniziale:

– Per le attività di Livello 1 (rischio basso): aggiornamento di durata ridotta, focalizzato principalmente sul ripasso delle procedure e sull’utilizzo degli estintori

– Per le attività di Livello 2 (rischio medio): aggiornamento di durata intermedia, con una parte pratica più estesa che include esercitazioni su diversi dispositivi antincendio

– Per le attività di Livello 3 (rischio elevato): aggiornamento approfondito che comprende sia la revisione delle conoscenze teoriche sia esercitazioni pratiche complete

È importante sottolineare che l’aggiornamento non è una mera ripetizione della formazione iniziale, ma rappresenta un’opportunità per approfondire aspetti specifici, analizzare casi studio ed esercitarsi in scenari simulati. Durante questi corsi vengono spesso presentate le novità normative, tecnologiche e procedurali intervenute nel periodo trascorso dalla formazione precedente.

Il mancato aggiornamento entro le scadenze previste comporta la perdita di validità dell’abilitazione come addetto emergenza, esponendo sia il lavoratore sia il datore di lavoro a responsabilità in caso di eventi critici.

Idoneità tecnica: quando è necessario l’esame presso i VVF

Per alcune tipologie di attività caratterizzate da un rischio incendio particolarmente elevato, la semplice partecipazione ai corsi di formazione non è sufficiente per gli addetti emergenza. In questi casi, la normativa prevede un ulteriore step: l’ottenimento dell’attestato di idoneità tecnica rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio.

Questo requisito aggiuntivo è previsto per gli addetti antincendio che operano in:

– Attività a rischio di incendio elevato
– Luoghi di lavoro con presenza contemporanea di più di 1.000 persone
– Centrali termoelettriche
– Impianti di estrazione, lavorazione e stoccaggio di materiali combustibili e/o infiammabili
– Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti
– Strutture sanitarie con oltre 25 posti letto
– Strutture turistico-alberghiere con oltre 50 posti letto
– Locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 persone

L’esame per l’idoneità tecnica prevede una prova teorica e una pratica. Durante la prova teorica, la commissione esaminatrice verifica le conoscenze del candidato su temi quali la chimica e la fisica del fuoco, le sostanze estinguenti, le tecniche di intervento e le procedure di emergenza. La prova pratica, invece, valuta la capacità del candidato di utilizzare correttamente i dispositivi antincendio e di applicare le procedure di evacuazione.

Il superamento di questo esame attesta che l’addetto emergenza possiede non solo le conoscenze teoriche, ma anche le abilità pratiche necessarie per gestire situazioni di emergenza in contesti ad alto rischio. L’attestato di idoneità tecnica rappresenta quindi una garanzia aggiuntiva di competenza, particolarmente importante in quelle realtà dove un incendio potrebbe avere conseguenze particolarmente gravi.

È importante sottolineare che l’organizzazione dell’esame è a carico del datore di lavoro, che deve presentare apposita richiesta al Comando dei Vigili del Fuoco e sostenere i relativi costi amministrativi.

Limiti della formazione e-learning per gli addetti emergenza

Nell’era digitale, la formazione a distanza attraverso piattaforme e-learning ha guadagnato popolarità in molti ambiti formativi, compreso quello della sicurezza sul lavoro. Tuttavia, quando si parla di formazione per gli addetti emergenza, esistono limitazioni specifiche che è fondamentale conoscere.

L’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 ha stabilito chiaramente che i corsi di formazione per gli addetti alla gestione delle emergenze non possono essere erogati in modalità e-learning. Questa restrizione non è casuale, ma deriva dalla natura stessa delle competenze che un addetto emergenza deve acquisire.

Le ragioni di questa limitazione sono molteplici:

– La componente pratica della formazione è imprescindibile e non può essere sostituita da simulazioni virtuali. Imparare a utilizzare un estintore o a leggere correttamente i segnali di un rilevatore di fumo richiede un’esperienza diretta e tangibile.

– Le situazioni di emergenza comportano spesso stress e tensione emotiva che possono essere simulate solo parzialmente in un ambiente virtuale. L’addestramento in presenza permette di sperimentare condizioni più realistiche.

– L’interazione diretta con il docente consente di chiarire immediatamente dubbi specifici e di ricevere feedback personalizzati sulle tecniche di intervento.

– Le esercitazioni di gruppo favoriscono lo sviluppo di dinamiche collaborative essenziali durante una vera emergenza, quando il coordinamento tra i membri della squadra diventa cruciale.

Ciò non significa che le tecnologie digitali siano completamente escluse dal percorso formativo degli addetti emergenza. Materiali didattici digitali, video dimostrativi e simulazioni possono infatti essere utilizzati come strumenti complementari alla formazione in aula, per arricchire l’esperienza di apprendimento e consolidare le conoscenze acquisite.

È importante sottolineare che questa limitazione si applica sia alla formazione iniziale che agli aggiornamenti periodici, a prescindere dal livello di rischio dell’attività per cui l’addetto viene formato.

Responsabilità dell’addetto emergenza durante le situazioni critiche

Un aspetto spesso fonte di preoccupazione per chi assume il ruolo di addetto emergenza riguarda le responsabilità legali connesse a questo incarico. È importante chiarire che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’addetto emergenza non assume responsabilità penali dirette nell’esercizio delle sue funzioni durante la gestione di un’emergenza.

La responsabilità principale in materia di sicurezza sul lavoro rimane sempre in capo al datore di lavoro, che è tenuto a garantire un ambiente lavorativo sicuro e a predisporre tutte le misure necessarie per prevenire e gestire le emergenze. L’addetto emergenza agisce come delegato del datore di lavoro nell’attuazione di queste misure, ma non ne assume le responsabilità legali.

Questo non significa che l’addetto emergenza possa agire con negligenza o imperizia. Come ogni cittadino, anche l’addetto emergenza è tenuto a prestare soccorso in caso di necessità, nei limiti delle proprie possibilità e senza mai mettere a repentaglio la propria incolumità. Il Codice Penale, all’articolo 593, sanziona infatti l’omissione di soccorso, ma questa norma si applica a tutti i cittadini e non crea obblighi specifici aggiuntivi per gli addetti emergenza.

Un principio fondamentale che deve guidare l’operato dell’addetto emergenza è quello di non travalicare mai i limiti del proprio ruolo e della propria formazione. In situazioni particolarmente gravi o complesse, il compito principale dell’addetto non è quello di sostituirsi ai soccorritori professionisti, ma piuttosto di:

– Valutare correttamente la situazione
– Attivare tempestivamente i soccorsi esterni
– Adottare le prime misure di emergenza, se possibile in sicurezza
– Facilitare l’evacuazione e l’arrivo dei soccorsi

Questa chiarezza sui limiti delle responsabilità dovrebbe rassicurare chi è chiamato a svolgere questo importante ruolo, permettendogli di concentrarsi sulle proprie funzioni senza il timore di conseguenze legali sproporzionate rispetto al proprio incarico.

13. La squadra emergenza: collaborazione e coordinamento efficace

L’efficacia della gestione delle emergenze in azienda non dipende esclusivamente dalle competenze individuali dei singoli addetti, ma anche e soprattutto dalla loro capacità di lavorare in sinergia come squadra coesa. La squadra emergenza rappresenta infatti un organismo complesso che deve funzionare come un’unità coordinata per garantire interventi tempestivi ed efficaci.

Una squadra emergenza ben strutturata prevede generalmente ruoli differenziati e complementari tra i suoi membri:

Coordinatore dell’emergenza: è la figura che assume la direzione delle operazioni, valuta la gravità della situazione e decide le strategie di intervento

Addetti all’intervento diretto: sono coloro che utilizzano i dispositivi antincendio o prestano il primo soccorso, a seconda della tipologia di emergenza

Addetti all’evacuazione: si occupano di guidare le persone verso le uscite di sicurezza e di verificare che nessuno rimanga nei locali a rischio

Addetti alle comunicazioni: mantengono i contatti con i soccorsi esterni e forniscono le informazioni necessarie al loro intervento

Per garantire un coordinamento efficace, è fondamentale che la squadra effettui regolarmente esercitazioni pratiche che simulino diverse tipologie di emergenza. Queste prove non solo consolidano le competenze tecniche, ma rafforzano anche la coesione del gruppo e migliorano la capacità di comunicazione in situazioni di stress.

Un altro aspetto cruciale è la definizione di protocolli di comunicazione chiari e condivisi. Durante un’emergenza, la comunicazione deve essere essenziale, precisa e comprensibile da tutti. L’utilizzo di una terminologia standardizzata e di segnali convenzionali può fare la differenza nell’efficacia dell’intervento.

È inoltre importante che la squadra emergenza stabilisca relazioni collaborative con le altre figure aziendali della sicurezza, come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Questa rete di collaborazione permette di integrare la gestione delle emergenze nel più ampio sistema di sicurezza aziendale, creando sinergie preziose per la prevenzione e la gestione dei rischi.

Formare addetti emergenza qualificati: un investimento per la sicurezza aziendale

La corretta formazione, aggiornamento e gestione non sono solo obblighi normativi, autentici investimenti nella tutela del patrimonio più importante: la vita e la salute dei lavoratori. Un addetto emergenza ben formato può fare la differenza nei momenti critici, trasformando una potenziale catastrofe in un evento gestibile.

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